cara annalaura... non puoi sapere come mi identifico nelle parole che hai scritto...
sapere che tutto ciò che si prova è condiviso anche da qualche altra persona è sicuramente confortante.
prima di ogni pellegrinaggio il direttore spirituale della mia sottosezione ci ribadisce sempre che il vero pellegrinaggio inizia sempre quando si torna dal luogo di culto.
inizialmente non riuscivo a cogliere il senso profondo di queste parole ma ora, dopo il pellegrinaggio a Lourdes e ad Assisi mi è sempre più chiaro...
inizio solo ora a metabolizzare tutto quello che è accaduto ad Assisi, alle catechesi dove maestri dello spirito ci hanno insegnato che una chiave per entrare in paradiso è l'umiltà.
umiltà che quotidianamente riesco a vedere sui volti dei nostri fratelli disabili ed è stato proprio ad assisi che mi sono resa conto che è veramente tramite essi che Cristo ci parla.
per me il senso di Assisi può racchiudersi tutto nella processione guidata del secondo giorno.
processione che dalla basilica di san francesco si è recata fino all'incantevole porziuncola...
non saprei, ma credo che quello sia stato un giorno di quelli che non dimenticherò mai per tutta la mia vita.
dopo aver incominciato a camminare e cantare per le vie di Assisi e subito dopo la distribuzione dell'acqua, un ragazzo in carrozzella mi chiede di essere condotto per il resto della processione.
accetto con entusiasmo e iniziamo a scendere per la strada con i mattoni donati dalle famiglie i cui nomi sono impressi su tali mattoncini.
il sole è dinanzi a noi, c'è silenzio, fin troppo silenzio, ci distibuiscono il pane e nel modo di darne un pezzo al ragazzo lui mi dice che non lo può mangiare perchè ha delle intolleranze alimentari.
iniziamo a parlare, mi domanda di me, dove vivo, cosa studio, quanti anni ho.
inizia a capire dalle mie brevi risposte che forse non ho poi tutta questa voglia di parlare di me perchè non mi sembra giusto nei suoi confronti e così, percependo il mio disagio, inizia a parlare di sè.
mi racconta di come senta la mancanza di una "donna", di una ragazza che stia al suo fianco, che lo ami nonostante le sue diffocoltà.
non so che dirgli, resto spiazzata gli prometto solo di pregare per lui.
inia a domandarmi del mio pellegrinaggio a lourdes, delle mie emozioni, delle mie speranze ma appena mi chiede il perchè della mia partenza per risposta riceve un sordo silenzio.
non so come abbia fatto, ma inizia a percepire come dietro quel silenzio si celi dolore, paura, rabbia; inizia a capire che proprio quella domanda era l'unica che poteva farmi del male....
la strada prosegue, ormai il sole non è più dinanzi a noi ed un leggero venticello lo fa starnutire.... mi guarda, sorride e vede che i miei occhi sono pieni di lacrime... mi domanda il perchè stessi piangendo e gli rispondo che ero stanca per via della strada ma lui, sprezzante, mi fa notare come la strada sia tutta in discesa e che non ho motivo di lamentarmi....
poi dopo un pò di silenzio mi racconta della sua prima volta a lourdes, del tentativo di suicidio che ha compiuto qualche anno fa lanciandosi da un'altezza di 40 mentri e restando vivo per intercessione della Madonna...
dall'"INCIDENTE" ha infatti, riportato solo una frattura alla gamba dopo essere precipitato su una macchina... macchina che forse gli ha salvato la vita...
resto sconvolta, attonita, basita, non riesco a credere a quello che ho appena udito.
mi domanda nuovamente perchè sono andata a lourdes ma nemmeno stavolta la mia voce riesce a rispondergli....
continuiamo a camminare.... adesso siamo già in pianura, tra le verdi campagne umbre e lui, guardando l'ultimo raggio di sole inizia a sorridere dolcemente.
inizia a scherzare, ridere e io cerco di essere di compagnia...
iniziamo a cantare ma siamo due vere campane così lui mi chiede di parlare ancora.
mi racconta delle sue difficoltà quotidiane, delle cattive compagnie che ha frequentato prima di essere su quella sedia a rotelle, di un amore andato male e dei continui litigi con i suoi genitori....
mi racconta dell'immenso amore che riceve da tutti i volontari, delle amicizie profonde, della gente che ha conosciuto, degli anni di catechesi seguite passo per passo per riuscire ad accettare la sua sofferenza....
mi chiede perchè in quel preciso momento io sia ad assisi e stavolta gli rispondo, gli dico che sono lì per incontrare Cristo..... e lui, con lo sguardo di un bambino, mi domanda: "L'hai incontrato?" ed io "si, L'ho incontrato in te"....
siamo ormai giunti al luogo di destinazione e finalmente il gruppo di partenza si riunisce.
prima di raggiungere gli altri lui mi saluta e lo fa dandomi un bacio sulla mano.....
rimango immobile, lo guardo da lontano.
lui è qualche metro più avanti con i suoi amici che canta e cerca di ballare un motivetto ed io, ormai da sola, mi trovo dinanzi la chiesa di santa maria degli angeli e l'unica cosa che riesco a proferire è un GRAZIE che promana dritto dal mio cuore.
rimango un altro pò da sola fino a quando non arrivano i ragazzi del mio gruppo, c'è chi ride, chi fa 'ultima foto, chi è stanco ma io sono là e non riesco a capire nulla di quanto realmente mi sia successo.
è ormai tardi e una volta salita sull'autobus solo il mio ragazzo intuisce che ho qualcosa di strano eppure guardandomi negli occhi mi dice "non ti ho mai visto così felice"
